Scusate il ritardo verrebbe da dire...poi ci penso e dico: ma anche no! La scrittura non è a tempo limitato, non c'è periodicità obbligatoria, e così per il 3° pezzo ho dovuto aspettare un po ma poi alla fine Black Swan ha partorito e di riflesso anche groove ha dato i natali aquesta ennesima puntata. L'estate fa finire questa stagione di groove molto diversa dalle precedenti...parecchio diversa, sopratutto per i tempi e per i pezzi. Un grazie a tutti quelli che hanno partecipato al progetto anche per questa stagione, sia dalla parte degli scrittori che dalla parte di chi legge. Io sono convinto che tutte e due le parti convergono su un punto: L'Arte. L'arte di saper scrivere come quella di sapere leggere e carpire fra le righe il messaggio.
Vi vogliamo bene.
Ci sono mondi separati distanziati da linee piccole e labili che nessuno riconosce, linee in contro luce, linee che lievitano sull'altare della materialità e dell'egoismo e precipitano dal sagrato di letame di cui è fatto.
Ci sono facce che riconosci appena dopo la presentazione e facce che non riconoscerai mai e a cui non negherai mai lo sguardo ma....non servirà a nulla, non le riconoscerai comunque.
Ci sono su un gradino dieci. cento, mille sorrisi su cui inciampare e cadere, dove sbattere il muso e sanguinare, il tutto senza mai accorgersene negli anni, ma tutto in un lampo di colpo.
Siamo precipitati da questo gradino spesso e c'è chi ha preso martello e scalpello e ha eliminato lui e i suo 1000 sorrisini del cazzo. Occhiolini da ruffiano pur di arraffare l'abito di prima donna.
Ci sono vari bivii a cui dare retta, strade scure e strade illuminate da denti acuminati le cui punte sono nascoste dalle labbra asciutte sotto cui risiedono splendide facce, abbiamo percorso le vie e ci siamo accorti che i vicoli ci appartengono di più perchè più elitari e meno confusionari, ci rispecchiano di più l'animo scuro illuminato da meno luci e meno spazzatura fra i piedi ed in caso abbiamo anche scopa e paletta, volendo siamo anche cani con sacchetto di plastica al seguito.
Ci sono rivolte coscienti ma incluse ad esse trovi coscienze rivoltanti, sgradevoli odori al solo pensare alle strategie del quotidiano vivere.
Ci sono parole parole parole.....parole soltanto parole sugli schermi dei PC on line col mondo, ma nessuna connessione chesbilanci realmente contenuto ed estetica verso valori veri quali amicizia amore fede fiducia e sincerità. Solo Vanità.
Ci sono, bilanci da approvare o da falsare, ma nel mio bilancio metto in conto tutte le varie entità che influiscono sulla mia partita doppia e non detraggo nessun calibro ne individuale ne sociale.
Siamo sulla stessa barca baby, siamo sulla stessa barca... ma io vado a remi e tu a vela e oggi c'è bufera.
Ci sono topi di campagna e topi di città... topi col formaggio in tasca e topi senza pantalone,lo hanno appena mangiato rischiando di ingoiare la propria coda e adesso se la mordono mentre tutti in torno ridono guardando la scena.
Bodyguard timorose senza alcool in corpo e polveri candide come un giglio per evadere dal proprio io e creare la sublimazione con l'altro se stesso pronto però a tagliare la corda la mattina dopo al risveglio.
C'è il buonismo da sacrestia che tende a bestemmiare la realtà, il sospetto che sia reale, la certezza che sia già di per sé una condanna, la speranza che racconta una bugia e quelle gocce a crogiolare sul viso baby...sul tuo viso...no peace.
Ci sono due soli che non si incontrano mai nello stesso Universo ma si abbronzano l'un l'altro al solo pensiero di essere in compagnia in questo Creato così diverso da sé stesso mentre il nascosto non viene ancora fuori dal tappeto, Aladini troppo presi dalle proprie lampade e fiamme che avvolgono corpi ma mai anime.
Serrature che attendono chiavi per evadere e posaceneri che attendono ventate d'aria nuova per pulirisi dalle polveri di ciò che fù.
Sospetti fra i ranghi...sceneggiatura prevedibile.
Vivo all ombra di me stesso per coprire gli occhi dalla luce solare,io non conto il tempo,se nel tempo non conto,non conto manco il tempo che mi rimane.quello è un optional,dipende quanto sei disposto a pagare,ma il prezzo della vita ha un valore flessibile dipendende dalla proporzione delle soddisfazioni e delle sconfitte.
Il mio nemico mi ride in faccia finchè nn decido di cucirgli le labbra per poi strappargli un sorriso...l ultimo però.La via del declino è sempre in discesa,la discesa negli inferi di te stesso dove sei nel girone degli "eliminati".Quando toccherà a me mi farò L Acheronte a nuoto...perchè alla fine ci voglio arrivare con la forza delle mie braccia,per poi lasciarmi andare una volta per tutte.Il quadro della mia vita è puntinista,ma in rilievo,come se fosse in brail,in modo che a occhi chiusi posso toccare ogni punto pressarlo e renderlo un punto morto col tatto che mi resta.
Del resto,se resto qua,qua ci resto e per il resto il tempo è denaro ma nn vuole tornarmi il resto.se peggioro ne sono consapevole,è il gusto dell autodistruzione,farlo con le proprie mani ti da l illusione che tu stia concludendo qualcosa,in questo caso concludi la tua conclusione,almeno questo...e sono stanco pure di stare qui a cercare "belle parole" per descrivere il mio squallore in modo che questo intervento sia una sorta di ossimoro fra forma e contenuto,come se confessarsi su un foglio bianco dia quella vaga sensazione di essere per un attimo una sorta di surrogato pseudoletterato che dà sfogo alle sue paranoie per avere una parvenza di soddisfazione nel credere almeno di saperle esprimere...ma fatemi il favore,ora ve ne faccio uno io,metto un punto.
Oggi ho avuto la conferma che per l'estate manca pochissimo...pochissime ore, il freddo è passato e altre amenità e banalità simili.
Purtroppo manca poco anche per le elezioni...questa proprio non ci voleva...e a questo non si pone rimedio con un condizionatore o con l'andare in riva al mare...ma viene voglia di affondare fra le onde.
Groove propone questa settimana (o dovrei dire questo bimestre...?).
3 pezzi sempre in linea con chi li scrive e con la propria intima voglia di farsi notare fra le righe.
Groove propone, non si sa ancora per quanto ma... propone.
Poi si andrà in vacanza.
Quest'anno si è navigato nella disoccupazione mentale e cognitiva, purtroppo groove non ha un "padre" che regala lavoro ma per fortuna non ha neanche un "Padrone".
Siamo sotto il cielo.
A presto. Siamo le metastasi tumorali degli arcobaleni
Quella maledetta chiave di Introdub Non ci riesci, è inutile provare a stare in piedi quando le ginocchia si piegano perché i comandi dal cervello non raggiungono gli arti, ma si fermano al cuore, non oltre la barriera dell’ anima.
Resti seduto, mentre lei crede, afferma che l’ alcool risolva tutto, che il riscatto da un momento di noia sentimentale e morale avvenga tramite un fegato al sapore, all’ odore di luppolo, come un timbro di distinzione positiva.
Chiacchiere inutili verso menti vuote, cosa vi resta? A te solo l’ amarezza di aprire quei fottuti occhi e vedere che la realtà non è l’ illusione che hai messo in piedi nella tua testa. Aspetti un colpo alle spalle che però non arriva mai. E lo vorresti veramente, un po’ per vigliaccheria, un po’ perhè così non ce la fai più, sperando di inglobare un’ ipocrisia non tua. Un rigetto continuo.
Rimane a contornarlo un alone, mentre osservi attimi di tempo sparsi su un letto. Vorresti solo essere eroe per un giorno, decidere senza ripensamenti, senza paure né pentimenti.
Capire cos’è male e cos’è bene.
E intanto? Intanto resti qui, a metà tra le loro realtà, una vera ed una sognata, in offerta, sperando in un destino che decida per te… sempre che questo esista.
Quello che per ora esiste sei tu, con quella maledetta chiave che non sarebbe mai dovuta esistere, e che sai di avere, ma non ricordi dove l’ hai nascosta. O meglio, non lo vuoi ricordare, perché a quel punto sarebbe tutto più difficile.
Ora è solo tentazione repressa, come quando tutt’ intorno fumano e tu non puoi, te lo neghi, un divieto.
Male, bene, lo decidi tu.
E ritorni a sederti, nell’ immobilità da infame che ti fa comodo, credendoti un eroe… ma nemmeno per un attimo.
Mentre escono dal bar casco in mano si dirigono verso la loro sferragliante motocicletta ducati nera (piena di se pure essa) posteggiata all'angolo del viottolo di mare.Di Pelle vestiti in queste mezzo pomeriggio carico d'agosto dentro di se ma ancora di maggio ricoperto a guardare il calendario e le sere che ci coprono di notte... Loro sono la coppia perfetta, quella che giunge al mondo come immagine di amore e ribellione, disintegrazione medio borghese e scultura del finto dogma sessuale nell'accezione più patinata possibile. Poi sotto nelle note di copertina della loro splendida storia romanzata e piena di citazione altisonanti, alla fine, si legge: "La rappresentazione grottesca delle reali speranze e delle futuristiche intenzioni è consentita solo nel mondo di Morpheus"; tornati a casa sti due si annoiano a non capire le dune e lo scoppio di zabriskie point. La loro rotta è fuori dal tempo che scandisce il reale, escono dal bar e si disperdono nel luogo comune che li accoglie e li rende partecipi di ciò che oggi si chiama micro borghesia incosciente di ciò che accade e consapevole di non sapere ciò che accadrà ma felici e contenti del loro nuovo viaggio in sardegna.
ma qua non c'è nessun parco. qualche villetta, al massimo. e qualche vecchietto, almeno. quindi non avremo giorni perfetti. ma, probabilmente, qualche scatarrata sulle nostre scarpe.
Colesterolo nelle vene di groovegarage...colesterolo ed è chiaro che non tutto scorre come vuole ma come deve e può.
se meno gente scrive molta più gente legge ed è passata dalla parte di chi legge, se meno gente interrogava in maniera diretta la penna e quindi se stesso-a adesso molta più gente legge, cosa che probabilemente prima non faceva accecata com'è dal proprio ego...ma forse leggere non basta e scrivere è limitante per chi solo su carta è un eroe dei due mondi e vince oltre le colonne d'ercole ma non lo ha mai conosciuto.
*La schiavitù è la condizione per cui un individuo rimane privo di tutti i diritti di persona libera e viene considerato come proprietà di un altro individuo.
E' inutile amare la libertà quando si ha la catena appena sopra la propria testa.
Il mio amore non vale niente mentre amo una parte di me mente sempre che animale oscuro sono Io stringo la tua mano non vedo dove andiamo la notte invento il mio dio che perdona i miei pensieri rende lecito ciò che bramo i tuoi occhi rende stranieri voglio lasciarvi amici di svista ad ogni sorriso volano mille fenici che non muoiono mai simulo l'orgasmo della vita per rendervi felici se vi amo con tutto il cuore è perchè non mi è mai appartenuto mi sforzo di entusiasmarmi ma a volte i vostri visi sono solo un insieme di punti lineamenti legati senza sentimento vi guardo senza sentirvi pesci nelle mie orecchie di un film muto buffi e spaventosi fingo che la vita sia un dono perchè mi sembra di offendere qualcuno buonismo da crocifisso al collo e anima fumosa desidero con tutta la mia forza che Nietzsche abbia ragione per vanificare i sensi di colpa loro sono gatti che ritornano addolciti dal loro egoismo ma la notte voglio un dio che mi salvi senza neanche aspettare che risorga non aspetto tre canti del gallo e tradisco la vita senza sapere se pareggio i conti la verità è che ho curiosità della morte l'unica cosa a stupirmi qui è la mia noia sento che questo passaggio di eterno non mi appartiene i miei occhi si sperano morti ad ogni battito di ciglia si stancano ad ogni immagine di esistenza non so perchè mi accade che sia codardia che sia resa che sia che ho la musica in testa ma non sappia leggere le note che sia l'avere mille dipinti nelle rètine e nessun talento nelle mani che le parole si affollino senza formare un libro che sia un oceano in un letto matrimoniale che sia io uno strano animale
che abbaia e non morde
ho sonno un sonno che mi accarezza il collo che mi cuoce ma devo guidare ancora per chilometri per infinite strade devo destarmi ed ogni volta fa più male ed è solo il freddo a tenermi sveglia
Vidi dunque
entrando in un negozio
di musica.
un nonno intento
a regalare
al suo nipotino
una chitarra classica.
fu una delle scene
più tenere e più belle
a cui io abbia
mai assistito.
"ma poi la suoni!"
gli disse affabilmente
sperando di addolcire
così i suoi giorni.
Non avrebbe potuto fargli
( di questo )
un regalo migliore :
la musica , la musa,la tana dove ci nascondiamo immobili
quando del vigliacco mondo
grava forte il peso sopra di noi.
Ci sta, la lama che acconsente a farsi aggredire dalle spalle, ma non le spalle che si guardano bene la nuca.
Paradosso(!):Perchè se la lama viene aggredita, punge e trafora, ma la spalla che aggredisce il pugnale, si buca e piange a schizzi e sono guai per gli emofobici.
Non si vede il taglio ma si sente il dolore del delitto.
Non si sente l'urlo ma il suono spezzato delle fiducie in coscienza assistite da speranze vane quanto buone e sono poche le metafore che disegnano idealmente i fatti meno ancora gli antefatti, ma molte più sono le metafore che riguardano i fatti.
Il pugnale, il coltello, le spalle e gli occhi di chi le guarda e cerca il punto per colpire a morte chi pronuncia frasi e pensieri di stima.
Il cecchino senza mira si affida al fato e alla collaborazione di chi lo circonda.
Il cecchino senza mira si fa amico il proiettile come la lama si fa amica del taglio per non sentirsi in colpa quando la fonte di sangue sgorga vede la sua spettacolarità e non sente il dolore.
L'antitesi della costruzione è la distruzione.
E non si collabora più con quel cecchino quando ha ferito un soldato del mio battaglione.
Ma se i coltelli devono uscire che si escano pure ma non alle spalle perchè alle scapole i pugnali mi danno fastidio.
E se proprio devo essere io il cecchino Meglio una lama al cuore che un calcio al culo.
E siamo tutti fratelli quando si hanno le ossa rotte, quando si scala l'everest con temperature minime che sfiorano i -40°, siamo tutti gemelli quando si ha bisogno di pisciare e non c'è un cesso se non il tuo,
siamo tutti "soci" quando il nostro cavallo perde e si è capo chino verso il palo a cui stare attaccati,
poi di colpo il monte torna pianura quindi discesa, trovi l'albero per pisciare e la chiave del catenaccio che ti teneva legato al palo e siamo una manica di fratelli con la differenza che qualcuno ha la madre meretrice e di solito sono sempre "gli altri" ad averla.
Solo che il tempo fa uscire le differenze nel bene e nel male e rivela quello che le righe possono solo fare intuire allorquando venissero lette in tempi non sospetti.
Il tempo non rallenta l'avanzata dei coltelli ma aumenta la velocità dei proiettili.
Le lame non muiono dentro i corpi ma vivono comunque una volta tirati fuori da quelle membra, i proiettili invece no: muiono una volta arrivati dentro il corpo umano o animale che sia.
E se i coltelli alle spalle possono anche non uccidere certi proiettili al cuore chiudono presente passato e futuro...
Chi viene e chi va come sempre qui su www.groovegarage.splinder.com
Anam entra a fare parte del group di groovegarage con un bel pezzo che ci fa scoprire nuove immagini che lei stessa ha scoperto utilizzando i suoi 5 e forse 6 sensi.
Parecchio che non si aggiornava il blog E' VERO, ma:
UNA BARCA NON AFFONDA PERCHè MANCA IL COMBUSTIBILE.
Perchè un capitano non abbandona mai la sua nave.
Obiettivi per visioni notturne mi dicono che nella verde lente c'è l'abìle di rabbie ghiacciate rétine allucinate cercano ceneri senza urne Vedo il respiro del giaguaro alito felino di calcolo e stile la preda è li per essere tale I vincitori vincono solo sui vinti in guerre bianche e accordi fittizi l'uomo mangia l'uomo ed il digiuno non è forzato siamo cibo con le armi dell'assassino in una fondina di pelle e il sorriso smorzato Azioni si concludono nella fase rem le parole ti raggiungono quando il silenzio è colato Mama just killed a man e l'olocausto è passato come un corrimano di una scala salita Quanto vale il tuo giardino pieno di carcasse se ogni palo di steccato segna un'esistenza finita Inquadra quel padre col figlio di sei anni mettilo a fuoco cerca un segno di vita tra le sue carni raccoglie il suo sangue al cuore una stretta per un minuto taque era il momento della sacra vendetta Poi più nulla rombi allucinogeni si inseguono a passo di danza nuziale il cielo azzurro nell'obiettivo caduto questa è la scena del gran finale nessuna mano coltiverà il suo orto e la mia esistenza mi appare di colpo irreale
Scritto da pixel1981 alle 15:19 in anam Lascia dei commenti
La Risacca Dell'Onta di Black Swan
La percezione sensoriale dell'onta è nella sua risacca.
Il distacco che ci ha legati fino a ieri ha bagnato le labbra con fiele e rancore, con spruzzi di letame in faccia a tratti oggi.
Un orologio con una pila scarica segnerà l'ora della fine naturale, pretendenti per infamie e soprusi generici per faccia a faccia ove una sola maschera regna.
lo sfruttamento è arma non solo dei padroni ma anche dei "poveracci", le ombre che accompagnano la sostanza in questa terra che gira al contrario per buona parte del giorno e che fa andare avanti chi sostituisce all'umiltà il proprio ego travestendolo da saggezza oggettiva(il sole che non ha mai illuminato se non gli ultimi giorni di vita del vecchietto che siede di fronte al nipote con un lustro di vita).
La risacca pulisce e genera un rumore molto simile ai sonagli del serpente, la risacca colora di bianco ciò che è blu, bisogna solo stare attenti(questo molto prima però) che la cosidetta "onta" non distrugga tutto il materiale per cui è stato creato il risucchio se no è solo immagine e vociare di iniquità.
Il mangiaufo ha bisogno di un iperparassitismo di massa per vivere perchè potrebbe far morire il sistema umanistico in cui convivono amore amicizia e valori per cui vale la pena vivere in compagnia e rispetto.
Il parassita finita la cena rimane in silenzio,
l'onta e la sua risacca sono qua per spezzarlo questo silenzio,
questo attacco alla parte più attraente delle possibilità è il decollete plastificato che scoppia,
è il sonno che non addormenta ma tormenta,
il succhio alla cannuccia bucata.
La risacca che annulla l'onda dell'onta.
3 pezzi...come ai vecchi tempi, quasi come sempre, 3 case messe in fila...trovategli il quartiere giusto per ognuna.
Chi li ha scritti sa bene dove vanno messe ma non conta in fondo se poi ve li facciamo leggere è perchè vogliamo troviate Voi la loro destinazione perfetta dentro di Voi.
Interpretare e rendere partecipi se stessi a groove non solo da scrittori ma da lettori...
3 case messe in fila
3 case....
3.
E VOI QUANTI SIETE?
Vedo gente che esprime un giudizio di valore sulla vita altrui per aumentare il valore del proprio giudizio.
Vedo chi è costretto ad avere una doppia personalità per sentire qualche buona parola spesa nei suoi confronti.
Vedo chi sulla strada dell'autoredenzione sta ancora facendo l'autostop per riuscire a tirare avanti un minimo.
Vedo chi c'è rimasto e continua a strafarsi in modo da non avere il tempo per accorgersene in modo lucido.
Vedo chi attacca gli altri pur di avere una risposta e attirare l'attenzione illudendosi di essere ancora "qualcuno".
vedo chi naviga nell'oro e chi ha un'ipoteca pure sul suo bagaglio culturale e cerca di pagarlo a cambiali ma nessuno se ne accorge.
Vedo chi si crede senza peccato ma non scaglia la prima pietra perchè è troppo occupato a squagliarsela(in entrambi i sensi).
Vedo chi è diventato un ologramma e ha la presunzione che la gente non gli passi attraverso.
vedo chi si è chiuso in sè stesso mentre prometteva di uscirne prima che il tempo scadesse.
Vedo chi non ha capito che le persone che gli vogliono bene sono le stesse che non considera.
Vedo chi cerca disperatamente l'attenzione di chi lo ha sempre ignorato o preso in giro.
Vedo chi parla alle spalle di chi gli copre la schiena e ha la pretesa di guardarlo negli occhi.
Vedo chi vorrebbe essere considerato una minaccia e non è degno neanche di essere il nemico di sè stesso.
vedo tutto ciò e non mi stupisco,come sempre.Mi accontenterei di essere il mio alter-ego e cavarmi gli occhi pur di non vedere quanto state cadendo in basso.
Sarà che non c'è più tempo per salvarsi e qua chiunque cerca di fare leva sugli altri pur di non sprofondare nella fossa che si è scavato da tempo,mentre è sepolto vivo in mezzo alla sua stessa terra bruciata.
Vedo tutto questo e non parlo perchè in realtà vi fa più male la vostra stessa verità tacete a voi stessi,ed io non sono nessuno per darle una voce.
Ma il mio silenzio non sarà mai un assenso,nè un silenzio stampa, e neanche la migliore risposta a quesiti che non mi pongo.
E il vostro dramma è proprio questo,che urlate inutilmente il vostro diritto all'esistenza nelle menti degli altri.
Ma in fondo io non sto meglio di voi...ma almeno me ne rendo conto.
Vedo persone che riconosco, ma riconosco che davanti allo specchio della loro anima non si riconoscono più.
La mafia del mio corpo esige il riscatto per liberarmi dai miei debiti con la vita passata mentre vivo il presente, vuole il click sul detonatore dei miei sentimenti più intimi, mi chiede di fare lo strozzino al mio inconscio, mi chiede, ed ottiene, spasmi e lacrime dopo scosse fulminee alle mie spalle.
Le mie dita non si allungano oltre le mie unghie e non riesco a prendere le nuvole dove abitano le fragole albine, il frutto del passato, il senso del non ritorno al passato l'addio al passato è sempre un secondo prima del presente, un secondo prima della maturazione del frutto bianco.
I cerberi mi perseguitano e vogliono la mia testa perchè il 3 per loro non è perfetto e 4 è poco ed il 5 non ha un ruolo speciale, non sono i Maya ad allevare i cerberi, la loro coda mi punge e capogiri come le onde, come la piena e la risacca.
Vogliono che io sia il ladro.
Vogliono che mi derubi della mia beatitudine ma lei oramai è con me ed una macchia cerebrale non sporcherà il perfetto che abita in questo aroma ogni mattina che mi sveglio dal terrore passato.
La mafia del mio corpo...la mafia che gira intorno a me da un bel po di anni, la mafia che crolla quando la guardo e che mi spara mentre le do le spalle, gesto da vigliacchi...
come il suicidio; brindare alla propria debolezza facendo "cin cin" con il killer, l'omicida che vive dentro me, mi guarda le spalle sul ponte,mi dice che mi proteggerà...poi mi butta giù.
Non è la vita è il limbo che sta fra la sbarra e treno che passa .
La mafia del mio corpo mi agita, mi scuote, mi esige, controlla i miei movimenti, invita a nozze la neoplasia, mi dice che ha intenzioni benigne.
La combatto ogni giorno...sono il Saviano di me stesso...ma non posso fuggire. Posso volare oltre, lo faccio con te...ogni giorno.